Statistiche web e counter web

mercoledì, aprile 14, 2004

Il lamento

Dopo giorni di astinenza rieccomi ebbro della mia droga preferita: il lamento. A parte che scrivo a stento causa fetore, sottolineerei, come di consueto, come l'inutilità della vita abbia di questi tempi raggiunto il suo benchmark storico. E' proprio vero, al peggio non c'è mai fine. Uno nuotando in un mare di disgrazie crede di essere al sicuro, di non poter andare in recessione, ed ecco che di colpo si trova oppresso da un oceano di mer*a. Come se il pianeta, in una sorta di congettura extrasensoriale, abbia deciso di recedere, ricreare la pangea e ficcare voi nel bel mezzo. Cosa dovrei fare? Accettare inerme il giudizio? Vedere i ricchi che si arricchiscono sempre + e i poveri morire sempre + di fame? No, non sono pazzo. Queste cose le vedo tutti i giorni. E non fate gli gnorri, le vedete anche voi. Ma voi avete il coraggio di far finta di non vedere; io la stupidità di accolarmele di persona. In realtà siamo dei cog*ioni entrambi. In medio stat virtus (se ricordo bene...). Ovvero l'uomo medio possiede ogni virtù. E il saccente è un bastardo. Questo è il senso della vita? O l'uomo medio è un mediocre sottoposto e il saccente governa riverito, impunito e legittimato? Boh, che palle. Faccio domande a me stesso e non rispondo, o rispondo in terza persona. Mi mancano gli anni '80. Rivoglio i Bad Religion nei tour estivi. Rivoglio American Jesus e Stranger Than Fiction cantate in coro da 20mila persone. Rivoglio la mia adolescenza. La maturità è una fregatura. L'astuzia un supplizio. La temperanza una cosa inutile. Quello che conta è il grano.
Così sempre è stato e così sempre sarà.
Parola del DonGiulio.
Rendiamo grazie al DonGiulio.

Leo

0 Comments:

Posta un commento

Links to this post:

Crea un link

<< Home