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venerdì, settembre 03, 2004

Sono profondamente contrariato

Anzi credo sia meglio dire arditamente incaz*ato. Ci sono delle cose che vanno come non ti aspetteresti e vengono percepite dalla massa come non pensi la massa le percepirebbe. Ma invece vanno; eccome se vanno. Credi nella sincerità, credi che essendo onesto gli altri lo saranno con te. E non ti accorgi di quanto invece vieni preso in giro. Aveva ragione Joe Hallenbeck, la vita fa schifo. Ma badate bene, questo non è il solito sermone pessimistico del DonGiulio. Questo è molto di più. Questo è la pura rassegnazione. La convinzione che tutto si modifica, ma nulla si distrugge. La certificazione ISO 9001 della povertà morale dell'anima su questa terra. E di tutti i mali di questo mondo. Il DonGiulio non è scazzato, è afflitto. E' stupito. Viene precocemente colpito.
Ma spera nel futuro; anche se non ci crede.
Sa di essere lui, soltanto lui, in contrapposizione al modo di pensare di un'intera generazione. E sa di non potercela fare.
Mio nonno sta morendo. Sta morendo caz*o. E io non riesco nemmeno a piangere tant'è il dolore che ho sulle spalle.
Rimembro tutte le cose fatte assieme, le auto che mi fece guidare, i posti che mi fece vedere, le persone che mi fece conoscere; molte delle quali si ricordano ancora di me senza che io mi ricordi di loro.
Ricordo le gite, le coccole, i rimproveri, le estati, i motorini, la Beta, le case, le 10milalire, il Guazzatore, la banca, Peppa, e la villa di via Carducci. La sua risata sincera nei momenti di svago, e la sua voce rassicurante nei miei momenti di sfogo.
Gli devo metà della mia vita e non gli sono accanto in questo momento.
Ma so che capirà. So che se davvero esiste il dio che per una vita intera ha pregato potrà vedermi da lassù, e sorridermi di tanto in tanto nei miei sogni. Ricordandomi che in fondo la vita è quella che è, ma vale la pena di essere vissuta. E sfruttata.
Non so se sotto terra i collegamenti ad internet arrivino, ma so che comprendi il motivo per cui non sono lì presente oggi.
So che se mai potrai leggere queste parole capirai che in fondo, anche se non ce lo siamo detti, ci vogliamo bene. Ci consideriamo indispensabili. Ma ci accomuna l'essere fragili.
Aspetto solo quel messaggio, quella telefonata, quella lettera in cui mi si darà la temuta notizia. Fosse solo per non saperti più sofferente.
Mi hai insegnato il significato del vivere con dignità e non riesco a tollerare il modo in cui te la stanno portando via.
Preferisco vederti morto, che privo della carica morale che ti ha sempre contraddistinto. Verrò a parlare dinnanzi alla stele di marmo.
E so che ci sarai.
Grazie per quello che hai fatto.
Spero un giorno di poter contare per qualcuno quanto tu sei contato per me.

Leo

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