Statistiche web e counter web

sabato, luglio 31, 2004

Oggettivamente conservo propositi suicidi

Mi sento troppo un inferiore. In questi giorni sono contornato da splendide ragazze e da fighi della madonna e la mia reazione rasenta il mutismo. Egocentrico per finta, cercando di celare che sono diverso. Non sono questo. Quello che vedete, o credete di vedere. Fisici e visi splendidi che celano un vuoto assoluto interiore del quale sembra non importare a nessuno. Si dice che tiri + un pelo di fi*a che un carro di buoi, ed il detto rispecchia la realtà. Ma non riesco ad usufruire del suddetto pelo in quanto il quipresente DonGiulio è limitato moralmente. Non riesce a fermarsi alla questione materiale, al fattore "carne". La cara, vecchia e famosa carne da macello, come la chiamavamo a Numana anni fa. Non riesco a immaginare un bacio dato senza significato, a del sesso fatto senza coinvolgimento. Non riesco ad omologarmi alla massa, la vostra massa. Dentro di me ho sempre reputato di essere superiore, per anni. Ora mi reputo un diverso, una goccia nel mare, il classico ago nel pagliaio. Non riesco davvero caz*o a far sentire la mia voce. A far qualcosa per cambiare un qualcosa che non va. E allora, di rimando, arriva puntuale come la nuvola di Fantozzi il mio malumore, la mia malinconia, la mia apatia, la mia chiusura a riccio. Fu*k; parlo parlo parlo e poi in fondo sono sempre lo stesso. Quando credo di poter mettere da parte la mia indole ecco che bastarda spunta subito di nuovo. Ed ecco che torno a sentirmi nessuno.
Poi capitano delle sere come quella di ieri. Serate piacevoli, per carità, ma condite da una serie di sentimenti che tutti assieme mi generano scompenso. Gioia (il rivedere degli amici), euforia (non salivo su un palco da anni), esasperazione (stanchezza fisica a livelli da coma profondo) e vergogna (l'uomo sbagliato nel posto sbagliato e nel momento sbagliato). So che chi c'era ieri, tutti quanti, prima o poi leggeranno questo post. Che ognuno di voi si autoassegni una parte. Sono convinto che gli audaci tra voi lo sapranno fare senza esitare.
So anche che qualcuno esiterà. Il DonGiulio non fa nomi. Basta pensare.
Ma così è la vita.

Leo

giovedì, luglio 22, 2004

Oggi è una giornata memorabile

Memorabile! Sono esaltato come un bambino di 10 anni a natale. E finalmente il momento tanto atteso è arrivato! Depongo l'oggetto tanto odiato a favore di un futuro prolifico. Grazie, grazie, grazie. Oggi sono felice di essere vivo, è incredibile, sono quelle giornate che aspetti anni e poi, dal nulla, se ne vengono fuori. Che ficata. Lo so, tornerò a lamentarmi prima o poi.
Ma oggi me la godo; eccome se me la godo...

Leo

lunedì, luglio 05, 2004

Devo dire che...

...la prevista alzata d'umore estiva non si è ancora verificata. Sono stanco, abbacchiato e pure un po' sporco. Sia fuori che dentro. Mi sento Stallone in Cliffhanger che molla la tipa appesa al cavo d'acciaio. E la tipa in questo caso è la mia vita. Pronta a salire alla ribalta, salvo poi sfracellarsi, parecchi gironi sotto, contro il muro di indifferenza che la circonda. Scrivo dinnanzi ad un tramonto meraviglioso. Una stranezza per Milano, patria della cappa di smog dove il cielo, al tramonto, diventa giallo gasolio. Un sole così non lo vedevo da anni e mi fa sentire di essere vivo, anche se forse ancora per poco. Anagraficamente sto qui, ma la mia testa corre altrove, per mari monti e colline fino alla valle del tramonto, quello vero stavolta, che mi condurrà nell'Ade, Paradiso o Nirvana che dir si voglia. Mi ha sempre fatto paura l'infinito. Non tanto la morte in se di cui non me ne frega niente, ma proprio l'infinito; nel senso letterale del termine. Mi fa paura pensare che dopo tutto ciò, fino alla fine dei giorni (che non ci sarà... sono ateo...), resterò in una sorta di stato di stop senza occasione alcuna di uscirne. Sento una forza dentro che neanch'io so come. Ed emetto una specie di fruppè...

Leo

giovedì, luglio 01, 2004

Dentro sto davvero male

Ma questa volta non so perchè. Mi sento davvero vuoto. Quel vuoto bastardo che ti avvolge lo stomaco. E per il quale non c'è cura. Come lo chiamate voi? Io "disorder" o "apathy" o boh, alla fine quello è; chiamatelo come vi pare. Oggi non sono bravo a parole.