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lunedì, aprile 20, 2009

Tutta la vita di dietro

Aspetto l'ispirazione per scrivere questo post da quando ho visto al cinema con Davide e Anna "tutta la vita davanti" di Virzì.

Lo ammetto, quella sera mi sono commosso.

Mi sono commosso perchè, al di là di qualche tentativo mal riuscito, tutta la mia vita professionale si è sviluppata negli ultimi 10 anni nel mondo dei Call Center e quindi posso dire di essere un esperto del settore.
Mi sono commosso più e più volte perchè in molti casi ho ritrovato analogie con le mie prime esperienze nel mondo dell'Outsourcing di "quantità" dove anche solo l'andare a pisciare te lo facevano vivere come una specie di trattamento di favore.

Ora sento da Marzullo che sta per uscire un nuovo film che parla di un laureato in Vulcanologia che (sigh!) non riesce a trovare il tanto ambito lavoro da vulcanologo (?!?) ed è costretto a sbarcare il lunario lavorando per il solito Call Center di aguzzini.

Però adesso stiamo esagerando. Adesso il simbolo del precariato, dopo le fabbriche, sono diventati i Call Center... e lo ammetto, a me questa cosa mi sta un po' sul cazzo.

Probabilmente sono stato fortunato io, ma in tutti i lavori che ho fatto ho trovato il modo di conquistarmi contratti a tempo indeterminato e continui avanzamenti di carriera. Io, che sono figlio di questo mondo, non posso che parlarne come di un qualsiasi altro lavoro alla stregua del panettiere, del macellaio o della cassiera del supermercato... che differenza c'è?

Lo so cosa state pensando voi... la differenza è che nei Call Center si sfruttano le persone, mentre all'Esselunga o all'IperCoop no... beata ignoranza.

Non voglio dire che sia il miglior lavoro del mondo, ma ora che dall'essere operatore sono arrivato a dirigere un Call Center tutto mio posso dire che, come in ogni altro lavoro, ciò che conta è l'attitudine e la voglia di fare.

Offro iniziale contratto a tempo determinato e assunzione a tempo indeterminato a chi, dopo 6 mesi, mi dimostra di aver voglia di fare e di non voler abusare dei privilegi che le precedenti generazioni hanno conquistato con il sangue.
Non mi sembra lo specchio del precariato. Andatelo a raccontare a chi lavora in fabbrica, a chi per 20 anni rimane stagionale, agli insegnanti precari, ai lavoratori in nero... andatelo a raccontare a chi lavora la notte in Fiat per 900€ che lavorare in un Call Center a tempo indeterminato è un lavoro precario...

La verità è che questo è un paese di vecchi e per vecchi, dove nessuno ha voglia di fare un cazzo e dove orde di neo-laureati ultra trentenni con tre anni di laurea breve e senza un solo giorno di contributi versati pretende un posto da dirigente al primo impiego solo perchè hanno avuto la costanza di prendersi una laurea nel triplo del tempo necessario.

Mi dispiace molto, ma io lavoro da 10 anni a tempo indeterminato regolarmente assunto e sono uno di quegli stronzi che paga le pensioni baby dei vostri genitori senza aprire bocca. Sono uno della classe media che in questo paese non è rappresentata da niente e da nessuno, ma che si rimbocca le maniche ogni giorno per senso del dovere e per dedizione nei confronti dei colleghi, dei collaboratori e dell'azienda che rappresenta.

E sono convinto, nel profondo del cuore, che se in questo paese ci fossero più appartenenti alla classe media e meno concorrenti del Grande Fratello non saremmo nella situazione di merda in cui ci troviamo.

Grazie tante mamma e papà, perchè se invece che fare la lotta di classe contro la DC per accaparrarsi le pensioni statali a 15 anni 6 mesi e 1 giorno aveste davvero pensato agli interessi delle future generazioni oggi i vostri figli non sarebbero costretti all'inevitabile presente e futuro di stenti che gli avete fatto ereditare.

Grazie di tutto, va tutto bene.

Leo

4 Comments:

Blogger aNt1 - Aelle said...

... Spettacolo ...

(il logo lo sto "ideando"... ti faccio sapere quando è pronto!)

12:08  
Anonymous Anonimo said...

Che dire...sempre mitico Leo!!!!

PADRE

13:07  
Anonymous Anonimo said...

E' per post come questi che paghi il canone. Post che valgono un intero sito.Grazie
Mami

16:15  
Anonymous Anonimo said...

Ho visto il film qualche mese fa, poco prima di iniziare la mia prima e vera esperienza lavorativa.
Non ho mai lavorato in un call center eppure ho battuto la testa anch'io contro la realtà che il film illustra: cose tipo il bagno o la pausa pranzo vendute come gentili concessioni, non come diritti quali sono (e quanti pranzi ho saltato!!); e chi fa carriera è solo chi, maschio o femmina che sia non importa, la dà o lo dà a chi di dovere. Ecco, forse questa è la cosa che mi fa più rabbia. E' vero, non ho una grande esperienza, ma nonostante ciò, in tutti i posti in cui ho lavorato mi sono ritrovata sorpassata da ragazze che sono state carine col capo e basta. Ho fatto anche il triplo del lavoro rispetto a loro, sia come qualità che come quantità e non sono io a dirlo, ma i risultati effettivi. Alla favola dei tre mesi a tempo determinato e poi forse magari un contratto a tempo indeterminato, ho creduto solo per un attimo, quando ancora non lavoravo, ma ora di certo non ci credo più. Anzi, ormai mi sono abituata a vedere i contratti a fine lavoro o quasi: per adesso non mi è mai capitato di firmare niente entro il primo mese.
Non so, forse dovrei decidermi a tentare la tua stessa via e sarei più fortunata.
Ginevra

12:00  

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